Notizie

Omaggio a Piero Coppo, il “Gran Signore”


I membri del "Centro Studi Sagara" di Pisa, Italia, annunciano la morte di Piero Coppo, fondatore e direttore dell’omonimo Centro e della Scuola di Psicoterapia, la cui perdita ha lasciato un grande vuoto di affetto e un'incommensurabile eredità da onorare.

Medico, neuropsichiatra e psicoterapeuta, nell'ambito delle sue missioni esplorative come membro del Comitato Direttivo dell'Associazione Onlus ORISS, Piero Coppo ha visitato anche il Centro Takiwasi con l'intento di aprire nuovi canali di intervento e collaborazione negli ambiti della salute, della ricerca e della formazione.

A continuazione proponiamo un omaggio alla sua memoria scritto dal nostro presidente fondatore, il dottor Jacques Mabit:


Qualche anno fa, una richiesta di iscrizione a Takiwasi per ricevere cure con le medicine tradizionali amazzoniche è scivolata in mezzo alle tante. Ma il nome del suo autore attirò la mia attenzione: Piero Coppo. Poteva essere proprio il famoso fondatore dell'etnopsichiatria italiana? In effetti, il “gran signore” si era messo umilmente in contatto come tutti gli altri, compilando come chiunque altro la sua dichiarazione di salute e la sua lettera di presentazione, senza chiedere alcun privilegio, quasi in forma anonima. Questo aneddoto rispecchia la personalità di Piero Coppo, dotato di titoli accademici e riconoscimenti, fondatore, organizzatore, autore, esploratore delle nuove frontiere tra culture e medicine, che “non se la tirava” e si rimaneva soprattutto un uomo semplice e generoso.

Piero Coppo è diventato un amico. Il “gran signore” ci ha fatto l'onore di condividere le sue esperienze e discutere le sue idee: non eravamo d'accordo su alcuni punti, ma le differenze sono state gestite con rispetto e cortesia, con l'incoraggiamento generato da sani dibattiti, mantenendo sempre l'amicizia al primo posto. Si è offerto disinteressatamente di condurre una valutazione del "sistema Takiwasi" fornendoci un rapporto finale. Ci ha invitato a trovarlo a Pisa, sempre nella semplicità della sua casa. Ci ha sostenuto in un dibattito accademico contro avversari universitari che hanno chiosato molto dai loro pulpiti ma che non potevano scendere, come lui, sul campo, nell'esperienza pratica, davanti a un bicchiere di ayahuasca, affrontando i propri demoni, dove i titoli prestigiosi diventano vani.

In lui, l'intelletto non aveva prosciugato il cuore. Ci ha fatto l'onore di far eco al nostro lavoro, trasmettendo alcuni dei nostri testi in italiano. Sognava di creare un luogo dove accogliere i tossicodipendenti in Italia, ispirandosi a Takiwasi e unendo la sua conoscenza delle culture africane. Si rammaricava di non poter continuare a lavorare in Africa a causa della situazione politica, ma aveva trovato i “suoi” africani tra i migranti senzatetto giunti nella penisola e per i quali ha combattuto un'altra battaglia. Piero Coppo, una sorta di umanista della vecchia Europa, elegante e semplice allo stesso tempo, con un francese raffinato, erudito e vicino agli umili, ha mantenuto intatta fino alla fine la sua passione e la sua curiosità di esploratore dell'animo umano. A 80 anni, aveva tutte le intenzioni di continuare le sue battaglie come un perspicace Don Chisciotte. Se ne è andato verso "l’altro mondo" in pochi mesi, con serenità, occupandosi prima di tutto dei suoi cari, mantenendo il garbo del "Grande Signore" che abbiamo conosciuto e di cui sentiremo la mancanza.

Jacques Mabit, Giugno 2021.


Biografia di Piero Coppo

Medico, neuropsichiatra e psicoterapeuta, ha insegnato Etnopsichiatria all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha lavorato in Mali e in Guatemala in programmi in cooperazione sulla medicina tradizionale. Ha fatto parte dell’Organizzazione Interdisciplinare Sviluppo e Salute (ORISS) per la quale si è occupato di formazione, ricerca, informazione e cura. Ha diretto la Rivista I Fogli di ORISS e pubblicato numerosi saggi tra i quali “Etnopsichiatria” (Il Saggiatore, 1996), “Guaritori di follia. Storie dell’altopiano Dogon” (Bollati Boringhieri, 1994), “Passaggi. Elementi di critica dell’antropologia occidentale” (Colibrì, 1998), “Tra psiche e cultura. Elementi di etnopsichiatria” (Bollati Boringhieri, 2003), “Le ragioni del dolore. Etnopsichiatria della depressione” (Bollati Boringhieri, 2005), “Negoziare con il male” (Bollati Boringhieri, 2007) e “Le ragioni degli altri” (Raffello Cortina, 2013). È stato fondatore e direttore della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia con indirizzo etnopsicoterapeutico Sagara a Pisa, Italia.

Condividi

Formulario de contacto

×